Addio Euro.
Uno Studio britannico afferma che al 60% entro il 2012 vedremo già un paese uscire dall’unione europea.
Dopo la Grecia, affermano i ricercatori, toccherà all’Italia.
Il 2012 sarà l’anno dell’inizio per la fine dell’euro.
Le informazioni trasmesse dal Forecasting Eye elaborato dal Centre for economic and business research (Cebr).
Nel rapporto sono contenute le dieci previsioni per quest’anno. tra cui la morte dell’euro.
Sul sito di Borsaitaliana invece di legge che al 60% almeno un paese lascierà l’euro entro la fine di quest’anno.
Il dato più inquietante è sulla fine della moneta che al 99% potrebbe arrivare entro dieci anni.
Secondo il 37% dei responsabili finanziari delle aziende (CFO) almeno una nazione uscirà dall’euro nel 2012.
Dopo la Grecia si parla dell’Italia che seguirà l’uscita dall’unione.
Il portavoce del governo di Greco:
«Il secondo piano di aiuti deve essere firmato, altrimenti la Grecia sarà fuori dai mercati, fuori dall’euro».
Gli statisti avvisano che l’uscita di un solo Paese dall’euro aprirebbe la porta ad altri numerosi abbandoni, provocando un vero e proprio terremoto nell’economia di un mercato già in crisi.
Dal CEBR:
«Prevediamo una recessione modesta o severa per le economie occidentali [...] probabilmente ad esclusione degli Stati Uniti».
Personalmente penso che tutte queste previsioni catastrofiche siano realtà tra pochi mesi.
Cosa pensi del ritorno della lira?
La crisi economica – Ne usciremo?
Secondo i gli economisti più esperti questa crisi è già stata prevista da decenni in base a studi che vedono il capitalismo come CAUSA di questo periodo di magra dell’economia mondiale.
1950: inizio sviluppo economico
1970: l’industrializzazione fa perdere lavori nella produzione
1970: Si spostano i lavoratori nella pubblica amministrazione ed in imprese ed enti statali
1973: Inizia l’inefficienza del sistema, ed inizia l’aumento del debito pubblico
1990: Inizia la globalizzazione
1997: Inizia il controllo della spesa pubblica (per poter entrare in Europa)
1998: inizia ad aumentare il debito privato
2000: Aumenta la globalizzazione
2001: Il debito pubblico è legato al PIL dai parametri Europei
2001: Cresce il debito privato
2002: Riduzione del potere di acquisto
2003: Inizia la bolla immobiliare
2007: Inizia la crisi della borsa
2008: Inizia la crisi economica, primi lavoratori in cassa integrazione o licenziati
2008: Aumenta il debito pubblico e privato
2008-2009: Calo della produzione industriale
2009: Aumentano i lavoratori in cassa integrazione o licenziati
2009: Aumento del debito pubblico e riduzione del PIL e delle entrate fiscali
2010: Probabile crollo economia USA o inizio guerre, falsi attentati, ecc.. per tentare di evitarlo
2010: Aumento della disoccupazione e scoppio della bolla immobiliare in Italia
2010: Continua l’aumento del debito pubblico e la riduzione del PIL e delle entrate fiscali
2011: Riduzione di stipendi e pensioni
2012: Disoccupazione diffusa, riduzione dello stato sociale
2013: Rivolte sociali diffuse, aumento immigrazione
2014: Povertà diffusa, immigrazione di massa dai paesi africani
2015: Ristrutturazione sociale
2016: Stabilizzazione sociale
2017: Lenta ripresa industriale
2018: Inizio ripresa economica
2019: Livellamento dell’economia mondiale
2020: Mondo altamente competitivo governato da una oligarchia finanziaria
2021-2030: Distribuzione della ricchezza iniqua con pochi ricchi e molti poveri
Commentiamo insieme.
Perchè in tutti i paesi sembra quasi non esserci mentre in Italia ci soffocano di tasse e di aumenti?
Voi come state vivendo questo periodo?
La crisi, ma forse è solo una scusa?
Sarà che ormai accendere la tv non è più tra i miei hobbies, ma non posso far altro che ascoltare informazioni negative sull’andamento dei mercati mondiali.
E’ crisi continuano a dire.
Fortunatamente da qualche anno ho imparato ad aprire gli occhi e mi sono chiesto come sia possibile parlare di crisi quando ci sono aziende che continuano a registrare trend di crescita mostruosi.
Forse è solo perchè siamo abituati a guardare gli eventi con degli occhi diversi da quelli di persone a caccia di opportunità?
Lo scorso novembre l’ANSA eloggiava i risultati della Pirelli che ha registrato un aumento del 57% riguardo gli utili, ma lo stesso ha fatto il gruppo Ferrari, che ha avuto una crescita di utile quasi per il 19%.
Ma i dati che mi lasciano esterrefatto vengono dalla Silicon Valley e a riportarli è l’azienda da cui quasi dipendo mentalmente, Apple.
Apple ad Aprile del 2011 registrava una crescita del fatturato trimestrale dell’83% e un aumento dell’utile del 95%.
Ma è proprio vero che solo i ricchi continueranno ad arricchirsi?
No!
In italia ci sono diversi casi tra cui ScuolaZoo, un portale che è nato per gioco e si è trasformato in una startup digitale.
In pochi mesi di attività e senza investimenti è riuscita a farsi strada proprio in un periodo di Crisi, semplicemente rispondendo a tutte le esigenze del proprio target.
E’ un caso?
Parliamo di noi comuni mortali, sempre alle prese con la crisi.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a grandi manovre sulla scena politica, che molti non hanno gradito e si soffermano su questi dati:
-630 Deputati
-315 Senatori
-630.000 Autoblu
-Costo della Benzina 1,798€
Vorrei che mi aiutaste a capire cosa sta succedendo.
Questa volta non voglio dire la mia.
Io ho solo parlato di dati, numeri, inconfutabili.
Tu che idea hai?
A te la risposta: lascia qui sotto il tuo commento.









