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Scritto in SEO

8
Mar

Primo sui motori di ricerca grazie al Page Rank?


Se ti stai avvicinando al SEO per indicizzare il tuo sito web sicuramente avrai già letto riguardo il famosissimo Page Rank.
Il page rank è un metro di valutazione con cui il nostro amico Google esprime una valutazione algoritmica dell’importanza con cui un sito web è in rete.

In un libro di un web marketer famosissimo ho letto come lui definisce il procedimento che Google utilizza per assegnare questo punteggio:
Il page rank è come un risultato elettorale. Ogni link è un voto e quel partito rischia di essere il migliore anche quando non avrà più consensi.

Molti lo definiscono come indice di popolarità, ma capita spesso di vedere siti web con un buon page rank dopo i primi 10 risultati di Google.
In realtà alle origini il page rank era un valore da prendere in considerazione, fino a quando la mente dei web master di successo con ottimi page rank, a commerciare link per gonfiare i page rank altrui dato che Google riconosceva che un sito valutato positivamente regalava link (quindi importanza) al nuovo portale.

Questa pratica nel tempo ha creato un vero e proprio commercio, che ha provocato danni alla qualità di questo indice, che Google stessa ha iniziato a controllare e monitorare evitando il proliferare di questo mercato.

Page Rank e indicizzazione

In sintesi? Oggi il page rank esiste ancora, ma non ha più il valore che molti SEO gli attribuiscono, tanto che Google stessa tra le linee guida avvisa che non c’è nessun riferimento nel proprio algoritmo.

Avete ricevuto proposte di backlink a pagamento?
Il mio umile suggerimento è quello di investire questi soldi nella beneficenza. Non otterreste comunque risultati a livello di indicizzazione, ma almeno avrete fatto un gesto nobile! :)

Tornando al page rank, possiamo vederlo come la somma del valore di tutti i link contenuti internamente al sito, considerando l’organizzazione interna della sitemap e nel tempo anche tutti i link esterni che riceverete. Logicamente la crescita nel tempo di contenuti, categorie e link esterni sarà per Google sintomo di rilevanza per la rete, e quindi vi premierà aumentando il valore del page rank.

Negli anni, grazie soprattutto agli insegnamenti che l’esperienza mi ha regalato posso dire di non aver mai dedicato tempo al page rank, perchè personalmente lo considero un’etichetta inutile per la crescita dell’indicizzazione. Non suggerisco mai di investire tempo per racimolare link con l’obiettivo di crescere questo valore, ma sempre e solo per produrre contenuti di qualità e originali. Il tempo farà il resto.

Ricollegandomi a tutti i suggerimenti che troverete nel mio blog, non penso sarà una novità leggere che per aumentare la vostra indicizzazione non dovete affidarvi a servizi di scambio link o qualsiasi forzatura che si distacchi dalla naturale crescita che la SOLO la qualità può regalarvi. Riguardo lo scambio link non investirò tempo per dirvi che può essere uno degli errori più grandi che potrete fare per la vostra indicizzazione, soprattutto se accettati con/da siti nati per il solo scopo dello scambio link.

Ricordatevi che la qualità premia, in ogni caso! :)

1
Mar

Primo sui motori di ricerca con il Link Building?


Una delle tecniche per indicizzare un sito più conosciuta, ma senza dubbio più sopravvalutata è la tecnica del Link Building. Sento spesso molti dei miei collaboratori puntare su questa tecnica e cercare sempre di attualizzarla inseguendo sempre di più le nuove tendenze.

Senza dubbio in ambito SEO possiamo dire che è uno degli argomenti più caldi perchè divide quelle che sono le scuole di pensiero, ma partiamo con capire di cosa stiamo parlando.

Fare Link Building significa procurarsi link da articoli o pagine che riportano al nostro sito con una determinata parola chiave.

Link Building per indicizzare

Personalmente considero il Link Building obsoleto se fatto senza criterio, quindi se utilizzato per siti web che hanno una semantica non di nicchia, come ad esempio Magazine o siti aggregatori di notizie, in cui le tematiche possono spaziare in lungo e in largo.
In Italia sono sempre più in voga aggregatori o siti di comunicati stampa che ormai, accettando tutto e tutti, si sono ritrovati ad avere il loro potere SEO ridotto a zero.
Fare Link Building in questo caso significherebbe avere centiana di parole chiave puntate verso il nostro sito, e penso che non serva il mio suggerimento per capire che Google possa riconoscere questa forzatura.

Mi capita spesso anche di notare come i webmaster meno esperti utilizzino sempre più siti web o comunicati stampa, senza considerare le enormi penalizzazioni che a livello di Page Rank stanno affliggendo ai loro siti.

Studiando l’andamento di alcuni siti web, ho potuto notare come anticipavo prima di quanto sia drastica la penalizzazione di Google in merito a portali che gestiscono più tematiche.

Quindi è possibile fare Link Building senza essere penalizzati da Google?
Google è un motore di ricerca studiato su un algoritmo intelligentissimo in grado di distinguere la qualità dall’immondizia. I migliori SEO al mondo affermano, e da buon pignolo sono riuscito a confermarlo anche con dei test fatti a breve e a lungo termine, che la qualità sia la migliore tecnica SEO funzionante nel tempo.

Fare Link Building con contenuti di qualità, mirati a poche parole chiave, può assicurarci un risultato di qualità, e questo purtroppo richiede uno sforzo di gran lunga superiore al vecchio modo di fare Link Building.

E’ fondamentale tenere d’occhio alcuni aspetti che possono fare la differenza, come ad esempio selezionare con intelligenza i siti web che ospiteranno i nostri articoli. Sarà obbligo scegliere parole chiave diverse ogni volta che un link punterà il nostro sito, ma il 90% del risultato lo possiamo ottenere grazie all’originalità. Un contenuto scritto di proprio pugno, originale e senza copie o imitazioni fa la differenza in questo ambito. Sicuramente investiremo più tempo, ma il risultato sarà assicurato.

ATTENZIONE: Non cadere nella trappola del copywriter, quindi di servizi onerosissimi di article marketing! Ho potuto riscontrare che una grande maggioranza di essi riesce a produrre contenuti basandosi sulla quantità e non sulla qualità. Tralasciare in questi casi le giuste parole chiave, nella giusta forma senza cadere nell’abbondanza, può portare a penalizzazioni importanti per Google.

Ricordati che il segreto per indicizzare il tuo sito internet ed essere primo sui motori di ricerca è proprio comunicato nelle linee guida di Google.
La qualità premia, perchè l’utente che visita il tuo sito deve “Ottenere un’esperienza di navigazione migliore, fatta di approfondimenti originali.”
Se te lo ha consigliato Google, pensi valga la pena seguirlo? 😉

23
Giu

Google ci studia e vende le nostre abitudini


Secondo il mio giudizio personale, come molti di voi saprete ho una passione infinità per l’azienda Google e chiunque ne faccia parte, per vision, per risultati ma soprattutto per la potenza mediatica (apparentemente indiretta) che ogni iniziativa gli permette di avere.

Internet lo sappiamo, è uno dei mercati più vasti se pensiamo ad un target preciso, ed è di fondamentale importanza mirare le campagne al giusto target e non disperdere gli investimenti.

Google oggi è in grado di offrire ai clienti propri glienti tramite la piattaforma AD Sense l’interazione con i dati del profilo degli utenti prendendo atto delle abitudini di navigazione e di pubblicità.
Doubleclick, è la nuova tecnologia sulla quale si basa il tracciamento delle preferenze di navigazione degli utenti tramite i cookies.

Lo troverete certamente tra i cookies del vostro browser.

La divisione per abitudini di navigazione si aggiunge a quella geolocalizzata presentata anni fa da Google.

Per noi Marketer la soluzione di Google è indubbiamente affascinante in quanto ci permette di aggiustare il tiro delle nostre campagne, anche se in Italia la Geolocalizzazione delle campagne non ha sempre esiti precisi.
Google mette a disposizione degli utenti che non desiderino essere tracciati per rispetto della privacy due strumenti di protezione:

-Il primo consiste nel permettere di conoscere e gestire le informazioni che l’utente vuole rendere disponibili a Google.

-Nel secondo caso i navigatori che invece desiderano cancellare definitivamente questo tracciamento possono scaricare un plugin.

Se l’utente utilizza di consueto più di un browser con il proprio sistema operativo dovrà munirsi di pazienza e ripetere la procedura per ogni browser.



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